Assegnisti al 6 anno Gelmini: la situazione non è da considerarsi emergenziale ma un PROBLEMA STRUTTURALE

In data 18 gennaio 2018 il gruppo di lavoro degli Assegnisti di ADI Bologna ha portato sul tavolo del Prorettore per la Ricerca Prof. Antonino Rotolo una serie di domande scaturite dal dibattito interno all’Associazione che da alcuni mesi sta lavorando sul tema del precariato universitario, in particolare, sul tema Assegnisti di Ricerca in scadenza al sesto anno della legge Gelmini.

Se su tutti i fronti la situazione si può e si deve considerare emergenziale, è anche vero che purtroppo si tratta di un’emergenzialità che si andrà a consolidare sempre di più. Il Prorettore per la ricerca infatti vede questo problema, come un problema che non potrà che essere sempre più strutturale in un “ecosistema università” dove le uniche strategie  possibili e vincenti non possono che essere quelle di premiare il reclutamento virtuoso, basato sulla meritocrazia, investendo in una premialità che enfatizzi la qualità della ricerca.

Passando ai dati aggiornati a dicembre 2017 la popolazione degli assegnisti di ricerca si aggira intorno alle 1211 unità così ripartite:

  • non hanno ancora terminato il 1° anno: n. 37
  • al termine del 1° anno: n. 345
  • al termine del 2° anno: n. 286
  • al termine del 3° anno: n. 174
  • al termine del 4° anno: n. 144
  • al termine del 5° anno: n. 126
  • al termine del 6° anno: n. 99

Alcuni degli Assegnisti “scaduti” quindi nel 2017 (99 assegnisti) hanno potuto beneficiare, almeno per quest’anno di contratti co.co.co. su cui il Jobs Act ha posto però il divieto di stipula per Sanità, Università e Enti Locali. La  recente circolare firmata dalla ministra della P.A. Marianna Madia ha fortunatamente di fatto rimandato al 2019 (reclutamento speciale transitorio per il triennio 2018-2010) il divieto di stipula di co.co.co. per la Pubblica Amministrazione: ma questa è di nuovo una misura straordinaria e temporanea.

Sempre dai dati aggiornati a Dicembre 2017 per il 2018 è prevista un’uscita di 126 unità e stando a quanto dichiarato dal Prorettore in nessun Dipartimento le figure in uscita supererebbero le 10 unità.

A fronte di una strategia nazionale di reclutamento quasi inesistente, dove l’Università pubblica viene più volte chiamata in causa, spesso fuori luogo, dal politico di turno, il Piano strategico di Unibo per il reperimento Fondi per la Ricerca (e quindi per figure in prevalenza RTDb) è invece chiaramente definito, almeno nelle intenzioni, ed è composto da tre azioni per il reperimento di fondi a programmazione quinquennale:

1. Piano Straordinario Ricercatori di Tipo B: nella legge di Bilancio  il governo ha accolto la proposta di destinare maggiori risorse al reclutamento, destinando fondi aggiuntivi per 76 milioni di euro al reclutamento di RTDb. Questi fondi permetteranno di reclutare fino ad un massimo di 1600 RTDb nei prossimi anni (1300 in università, 300 negli enti di ricerca). Questo significherebbe per UniBo riuscire a chiamare almeno 50 persone.

2. Dipartimenti di Eccellenza:  Premiati e finanziati 14 dipartimenti su 15 per un finanziamento totale, in cinque anni, di 113,8 milioni di euro: Architettura, Chimica “G. Ciamician”, Filologia classica e italianistica, Ingegneria civile chimica ambientale e dei materiali, Ingegneria dell’energia elettrica e dell’informazione “G. Marconi”, Lingue letterature e culture moderne, Psicologia, Scienze aziendali, Scienze biomediche e neuromotorie, Scienze economiche, Scienze giuridiche, Scienze mediche veterinarie, Scienze politiche e sociali, Scienze e tecnologie agroalimentari. Considerando i programmi presentati dai singoli Dipartimenti, parte di questi fondi sarebbe destinato al reclutamento di almeno 60 RTDb e un numero decisamente più esiguo di RTDa (che costa all’Ateneo 150000 euro in tre anni, e il cui reclutamento viene prevalentemente demandato ai singoli Dipartimenti e ai loro bilanci).

3. Dipartimenti di Eccellenza Unibo: Bando interno all’Alma Mater per i Dipartimenti Unibo con un investimento totale di 28 milioni di euro in 5 anni da investire in ulteriori 13 dipartimenti tra quelli non rientrati nei precedenti fondi ministeriali assegnati per le eccellenze. In questo modo ben 28 su 32 Dipartimenti UniBo potranno beneficiare di finanziamenti aggiuntivi e quindi reclutare.

La parola d’ordine è quindi reclutare…ma come?

Se da un lato, con le elezioni politiche alle porte, il problema su come finanziare Università e Ricerca rimane nelle mani del legislatore, l’Alma Mater cerca di combattere il fenomeno della cooptazione interna puntando su internazionalizzazione e attrattività sul piano Nazionale.

UniBo punta quindi su:

  • un maggiore reclutamento di dottorandi e ricercatori junior (post dottorale)
  • una controllata valutazione della ricerca interna che possa favorire comportamenti virtuosi di reclutamento: l’algoritmo di distribuzione ordinaria dei punti organico si può infatti riassumere come composto da un 33% turn over (quest’anno il turn over è pari al 100%), un 33% valutazione della didattica, 33% valutazione della qualità della ricerca.

Questo il resoconto dell’incontro. Da parte nostra, ADI Bologna ha chiesto maggiore chiarezza su numeri e tipologie di chiamata (RTDa e RTDb).

Ci auguriamo che oltre a un reclutamento virtuoso, l’Ateneo promuova anche la trasparenza dei dati reali.

Il Prorettore si è mostrato aperto alla possibilità di divulgare tali dati, appena saranno disponibili, per quanto riguarda i singoli Dipartimenti, ma per questo bisognerà attendere almeno la prossima primavera.

Nessuna chiarezza invece sugli SSD coinvolti: sono infatti i Rappresentanti degli Assegnisti presenti nei vari Consigli di Dipartimento ad avere accesso a questa tipologia di dato. ADI Bologna intraprenderà quindi un’azione per il reperimento di questi dati e mappare la situazione complessiva di UniBo.

Stay Tuned…


Link Utili

Le Proposte di ADI per finanziare il reclutamento

#ricercaèfuturo: 3 modeste proposte per migliorare il piano di reclutamento previsto dal governo AZIONE CONGIUNTA ADI – ARTeD – CRNSU – Rete29Aprile – FLC-CGIL

Rassegna Stampa sul tema:

BolognaToday – Università, nel 2018 l’Alma Mater assume 70/80 persone

Repubblica.Bologna – Ricerca: ecco i magnifici 14 dipartimenti dell’ateneo di Bologna

 

 

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