6 Dicembre ADI Bologna incontra UNIMORE

Il prossimo 6 dicembre la nostra ambassador di ADI Bologna, Luisa Fizzarotti, incontrerà dottorandi e assegnisti di UNIMORE.

L’incontro verterà sul tema della DIS-COLL organizzato da FLC-CGIL Modena e il patronato INCA CGIL di Modena.

La nostra Luisa parlerà infine della campagna nazionale promossa da ADI sul Dottorato, “La borsa e la vita. Dignità e qualità al dottorato in Italia” #laborsaelavita.

Stay Tuned….

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Corriere di Bologna | 25 novembre 2017

Ieri, 24 novembre 2017, durante la Giornata di Mobilitazione Nazionale per il Riscatto dell’Università Pubblica tantissime sono state le INIZIATIVE in tutta Italia (rassegna stampa nazionale).

In Piazza Maggiore a Bologna, i Dottori di ricerca Assegnisti di ADI Bologna e della Rete dei Precari sono stati intervistati dal Corriere di Bologna.

Di seguito l’articolo uscito oggi sul Corriere di Bologna, con un focus sulla situazione emergenziale degli assegnisti di ricerca in scadenza a Unibo: immediata la risposta del Magnifico Rettore.

Noi di ADI Bologna vigileremo affinché alle proposte seguano i fatti e vengano predisposte iniziative di risposta concreta all’interno del nostro Ateneo.

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Comunicato Stampa | 24 novembre 2017

Bologna, 24/11/2017

L’ADI (Associazione Dottorandi e Dottori di ricerca italiani) ha preso parte anche a Bologna, come in diverse città d’Italia, alla Giornata di Mobilitazione Nazionale del 24 novembre 2017 con ARTeD – CRNSU – FLC-CGIL – Rete29Aprile, partecipando attivamente alla manifestazione partita da Piazza San Francesco e conclusasi a Piazza Maggiore, con un momento di riflessione a più voci su temi di Università e Ricerca.

Sono intervenuti in Piazza Maggiore a Bologna la Flc Cgil Bologna, la Rete dei Ricercatori Precari, Link Bologna e noi di ADI Bologna.

ADI Bologna, in particolare, ha preso la parola per sottolineare la preoccupante precarietà della situazione attuale, contraddistinta da una grave deprivazione di fondi e prospettive future per molti giovani dottorandi e ricercatori precari, che pur forniscono ogni giorno all’Ateneo una ricerca di qualità altamente specializzata.
Il Coordinatore della sede bolognese, Niccolò Morelli, dottorando in Sociologia e ricerca sociale, ha dichiarato che è urgente richiedere alle Istituzioni di attuare delle politiche a favore di Università e Ricerca:

Occorre pianificare un rifinanziamento del dottorato, unitamente a un nuovo piano di reclutamento, eliminando il dottorato senza borsa, aumentando l’importo minimo delle borse, per arrivare a una meditata riforma del preruolo.

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Luisa e Luca portavoce dei Dottorandi e dei Dottori di ricerca Assegnisti per ADI Bologna e Mauro della Rete dei Precari Bologna

Luca Palmerini, assegnista di ricerca, socio ADI e membro AT Ricerca per ADI Bologna, ha levato la sua voce in rappresentanza degli assegnisti. È importante sensibilizzare l’opinione pubblica sul lavoro importante che gli assegnisti di ricerca svolgono all’interno dell’Università e allo stesso tempo per denunciare la loro condizione lavorativa precaria e a brevissimo termine, senza prospettive. Gli assegnisti di ricerca sono figure altamente formate. Il loro lavoro è prezioso: portano avanti la ricerca, pubblicano articoli scientifici, dando lustro ai propri dipartimenti. Scrivono progetti e bandi per ottenere fondi, gestiscono laboratori, eventi, conferenze e seminari, tengono lezioni, supervisionano tesisti e dottorandi e fanno molto altre attività importanti. A tutte le responsabilità che hanno gli assegnisti non corrisponde però un riconoscimento adeguato, a partire dalla forma contrattuale. Questi assegni infatti sono una tipologia di contratto che esiste solo in ambito di ricerca e non corrispondono ad un vero e proprio lavoro dal punto di vista contrattuale. Sono contratti brevi (di durata di qualche anno al massimo).

Questa situazione precaria non danneggia solo gli assegnisti, ma va anche a detrimento della qualità stessa della ricerca, che per essere efficace richiede tempi lunghi.

Se questo non bastasse, questi contratti brevi sommati tra loro non possono superare il limite di 6 anni, come previsto dalla legge Gelmini e dalle sue successive modifiche.

Nelle intenzioni teoriche in questi 6 anni gli assegnisti dovrebbero trovare posto in università con figure contrattuali più stabili ma questo non avviene per la carenza di fondi e opportunità.

Molti giovani rischiano quindi di essere espulsi dall’ambiente universitario dopo anni di lavoro di ricerca (perché essere assegnista di ricerca, a prescindere dal contratto, è un lavoro) ed impegno. Questo limite quindi fa uscire dall’università personale altamente qualificato, con una formazione pagata da tutti i cittadini italiani.

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Sondaggio di ADI Bologna sulla situazione emergenziale degli Assegnisti di Ricerca che lavorano presso l’Università di Bologna – dati aggiornati al 24 novembre 2017

Riguardo al limite di 6 anni, abbiamo condiviso durante la manifestazione i dati ottenuti tramite un sondaggio che abbiamo fatto a cui per ora hanno risposto in 294 (il 26% degli assegnisti dell’università di Bologna).

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Sondaggio di ADI Bologna sulla situazione emergenziale degli Assegnisti di Ricerca che lavorano presso l’Università di Bologna – la raccolta data proseguirà fino a fine anno

Ebbene, il 23% dei rispondenti al sondaggio arriverà a questo limite dei 6 anni entro un anno, il 43% dei rispondenti entro 2 anni. Questi assegnisti che attualmente lavorano all’università di Bologna rischiano di essere espulsi dal sistema universitario. Chiediamo di agire per risolvere questa situazione insostenibile e per questo abbiamo partecipato alla manifestazione.

L’ADI condivide a livello nazionale la piattaforma del 24 novembre e le istanze pronunciate dai rappresentanti delle altre associazioni presenti; è necessario scendere in piazza per osservare i diversi volti della precarietà, ascoltarne le voci e pensare assieme a un nuovo piano per restituire dignità a Università e Ricerca.

 

L’ADI Bologna vigilerà affinché le dichiarazioni del Magnifico Rettore fatte durante l’inaugurazione dell’anno accademico siano mantenute perché oltre alle promesse servono iniziative concrete dentro l’Ateneo e a livello nazionale.

Adi Bologna

Giornata di mobilitazione Nazionale | 24 Novembre 2017

Cari colleghi,

vi invitiamo come ADI a prendere parte alla giornata di mobilitazione nazionale di venerdì 24 novembre per il riscatto dell’università e della ricerca pubbliche.

In che modo?

Prendere parte alle iniziative che si svolgeranno negli atenei di tutta Italia.

A Bologna l’incontro è previsto per le ore 9.00 in Piazza San Francesco e terminerà alle ore 12.00 in Piazza Maggiore: al temine ci sarà momento di discussione e riflessione da parte di tutte le associazioni partecipanti per spiegare perché sosteniamo la piattaforma di questa mobilitazione.

Contro la continua sottrazione di risorse, chiusura dei canali del reclutamento e deprivazione di prospettive per migliaia di dottorandi e ricercatori precari come noi, è ora di prendere parola e rimettere i nostri diritti e il nostro futuro al centro del dibattito pubblico.

Chiediamo un reale cambiamento di rotta nelle politiche su Università e ricerca, a cominciare da un rifinanziamento complessivo del dottorato di ricerca, l’aumento dell’importo minimo della borsa, l’abolizione delle tasse e il superamento del dottorato senza borsa, un piano di reclutamento pluriennale da realizzarsi unitamente a una RIFORMA DEL PRERUOLO che ponga fine alla precarizzazione continua delle nostre vite.

Soltanto prendendo parola e facendoci sentire, tutti insieme, possiamo ambire a restituire all’Università e alla Ricerca pubbliche la dignità che meritano, insieme a quella di chi ci lavora e la fa vivere ogni giorno.

Un caro saluto,

ADI Bologna

24 cfu per abilitarsi all’accesso del Concorso Insegnanti 2018

Termina il prossimo 9 GENNAIO 2018 entro le ore 16:00, la posssibilità di immatricolarsi al percorso 24 CFU di UniBo secondo le modalità indicate nell’ Avviso rep 4866/2017 prot 158963 del 18/12/2017

Scadeva il 30 novembre alle ore 16.00 il termine per il riconoscimento dei crediti precedentemente acquisiti. L’Alma Mater Studiorum Università di Bologna ha chiuso il portale delle domande online alle ore 16.00 del 30 novembre 2017.

Per chi si immatricolerà al percorso, verrà aperta una nuova finestra di riconoscimento crediti, indicativamente nel mese di febbraio.

Come specificato alla pagina di Unibo dedicata al PERCORSO FORMATIVO 24 CFU – ANTROPO-PSICO-PEDAGOGICO E NELLE METODOLOGIE E TECNOLOGIE DIDATTICHE

Per chi di voi avesse ancora dei dubbi, di seguito un breve riepilogo della situazione:

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Tabella riassuntiva del DM 616/2017 con alcune indicazioni sulle modalità di conseguimento e certificazione dei 24 crediti formativi (fonte: URP miur)

Background legislativo:

La Legge 107/2015 Buona Scuola ha ha riordinato le classi di insegnamento e i Titoli di accesso all’interno dei singoli CdS e definito un nuovo percorso triennale di formazione iniziale, tirocinio e inserimento nella funzione docente, il “percorso FIT”.

In seguito D.L. 259 13 aprile 2017 Art.5 “Requisiti di accesso al concorso per entrare nel FIT” ha poi stabilito che costituisce titolo di accesso al concorso, il possesso congiunto di:

  • laurea magistrale o a ciclo unico, coerente con le classi di concorso vigenti alla data di indizione del concorso;
  • 24 crediti formativi universitari o accademici, di seguito denominati
    CFU/CFA nelle discipline antropo-­psico-­‐pedagogiche e nelle metodologie e tecnologie didattiche.

Ricapitolando:

Per verificare quali a quali classi di concorso possiamo accedere con il titolo di laurea in nostro possesso consultare la Tabella aggiornata 13.03.2017

Per verificare gli eventuali SSD in metodologie e tecnologie didattiche specifiche  (D) consultare la Tabella sui Contenuti e attività formative relative ai SSD per ciascuna classe  di concorso o gruppo affine di classi di concorso di cui all’art. 3 comma 3 lettera d)


Offerta Formativa UniBo:

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PERCORSO 24 CFU – Università di Bologna

Bilancio di Ateneo: Dottorato di Ricerca & Assegnisti

Un po’ di informazioni interessanti dal Bilancio Sociale d’Ateneo 2016.

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“Degna di nota, sebbene in calo nel triennio, risulta inoltre la presenza di dottorandi di ricerca di provenienza internazionale, che risultano circa pari al 16% del totale. […] per la componente internazionale […] dei dottorandi di ricerca prevale in larga misura la provenienza da paesi extracomunitari rispetto a quelli comunitari, i quali si assestano […] al 24% del totale.”

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“Per il XXXII ciclo di dottorato […] sono infatti 77 le borse finanziate da soggetti esterni [Fig. 31] contro le 265 complessivamente finanziate dall’Ateneo (di cui 209 in parte finanziate attraverso il proprio bilancio e in parte per mezzo dei contributi ricevuti dal MIUR e 56 mediante fondi propri provenienti dalle strutture di ricerca dell’Ateneo, soprattutto i Dipartimenti).”

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Infine uno sguardo agli Assegni di Ricerca:

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Giovanni Mottola

3 modeste proposte per migliorare il piano di reclutamento previsto dal governo

Venerdì 10 novembre ADI e altre quattro organizzazioni rappresentative dei personale universitario, ARTeD, CRNSU, Rete29Aprile e FLC-CGIL, hanno inviato alle competenti commissioni di Camera e Senato una serie di proposte volte a rafforzare e migliorare il piano di reclutamento di 1600 ricercatori proposto dal governo nel “Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2018 e bilancio pluriennale per il triennio 2018-2020” (DDL S.2690 in esame nelle commissioni del Senato).

Le nostre proposte mirano ad ampliare il piano di reclutamento, a stanziare risorse aggiuntive per un piano di reclutamento a regime e pluriennale e a rivedere i criteri di assegnazione degli RTDb, in maniera tale che le università che hanno subito le maggiori perdite di personale negli scorsi anni non siano ulteriormente penalizzate.

ADI, ARTeD, CRNSU, Rete29Aprile e FLC attendono con fiducia un riscontro positivo alle loro proposte da parte di tutte le forze politiche.

Qui di seguito il testo inviato ai deputati e ai senatori con le proposte delle cinque organizzazioni.


PROPOSTE UNITARIE DI EMENDAMENTO SUL RECLUTAMENTO

ADI – ARTeD – CRNSU – Rete29Aprile – FLC-CGIL

Le sottoscritte organizzazioni, rappresentative dei precari della ricerca, dei dottorandi e dei ricercatori e docenti strutturati, propongono i seguenti emendamenti alla Legge di Stabilità 2017:

1. Ampliamento del piano di reclutamento di RTDb

Tenendo conto che nel corso del 2017 oltre 1700 docenti di ruolo degli Atenei italiani sono andati in pensione, e che almeno altrettanti pensionamenti sono previsti nel corso del prossimo anno, risulta evidente che i circa 1300 RTDb del piano di reclutamento attualmente previsti non sono assolutamente sufficienti a rispondere alle esigenze di personale.

Considerando inoltre l’elevato numero di ricercatori precari nelle Università, oltre 40.000, che sono da anni in attesa di una stabilizzazione, si propone di utilizzare la quota di bilancio annuale già impegnata per le cosiddette cattedre “Natta” (fortunatamente mai partite) per rendere più efficace il piano di reclutamento dei ricercatori di tipo “b”, passando da circa 1300 posizioni a circa 2500, o per ripetere un simile contingente per un secondo anno.

Si tratterebbe di un provvedimento assolutamente a costo zero ma dal grande significato politico, e rappresenterebbe per noi il segno di una reale volontà di imprimere un reale cambio di rotta nelle politiche su Università e Ricerca. Duplice perché risponderebbe a una richiesta largamente condivisa da tutte le associazioni del mondo universitario, con la cancellazione di un provvedimento, quello delle Cattedre Natta, che è stato bersaglio di unanimi e argomentate critiche.

Proposta di emendamento:

«Le risorse del fondo speciale denominato «Fondo per le cattedre universitarie del merito Giulio Natta» di cui all’articolo 1, comma 207, della legge della legge 28 dicembre 2015, n. 208 sono trasferite stabilmente al Fondo del finanziamento ordinario delle università, nella misura di 75 milioni di euro all’anno a decorrere dal 2018, con vincolo di destinazione per l’assunzione di ricercatori di cui all’articolo 24, comma 3, lettera b), della legge 30 dicembre 2010, n. 240, e per il conseguente eventuale consolidamento nella posizione di professore di seconda fascia. L’assegnazione alle singole università dei fondi di cui al comma precedente è effettuata, entro trenta giorni dall’approvazione della presente legge, con decreto del Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca ai sensi dell’articolo 1, commi 248 e 249, della legge 28 dicembre 2015, n. 208.».

2. Assegnazione degli RTDb previsti dal piano di reclutamento

Il piano di reclutamento di RTDb previsto nella legge finanziaria 2015 ha portato ad un’assegnazione molto dei disuniforme dei ricercatori tra i vari Atenei, con una generale preferenza degli Atenei del centro-nord nei confronti del sud del paese. Il reclutamento di giovani ricercatori dovrebbe immettere nuova linfa nelle Università italiane: qualsiasi forma di reclutamento su base “premiale”, a prescindere dai criteri impiegati, è contraria al ruolo culturale e sociale dell’istruzione superiore.

Proposta:

Si propone, pertanto, di eliminare all’art 56 del DDL ogni riferimento ai risultati della VQR quale criterio per l’assegnazione degli RTDb previsti dal piano straordinario di reclutamento, e che tale assegnazione sia realizzata in modo da compensare la perdita di personale di ruolo che ogni Ateneo ha subito negli ultimi dieci anni (periodo 2008-2017).

3. Risorse aggiuntive per un piano di finanziamento pluriennale

Per rispondere in modo ancora più efficace alle problematiche di organico dei nostri atenei, che hanno perso dal 2008 circa 15.000 docenti e ricercatori di ruolo, si richiede che le risorse stanziate all’art. 121 della Legge 11 Dicembre 2016, n. 232, a decorrere dal 2018 siano impiegate per un piano di reclutamento pluriennale di RTDb nelle Università e per l’implementazione di adeguate misure a sostegno del diritto allo studio.

Proposta di emendamento:

«Le risorse stanziate all’art. 121 della Legge 11 Dicembre 2016, n. 232, sono trasferite stabilmente al Fondo del finanziamento ordinario delle università, nella misura di 75 milioni di euro all’anno a decorrere dal 2018, con vincolo di destinazione per l’assunzione di ricercatori di cui all’articolo 24, comma 3, lettera b), della legge 30 dicembre 2010, n. 240, e per il conseguente eventuale consolidamento nella posizione di professore di seconda fascia. Le ulteriori risorse stanziate all’art. 121 della Legge 11 Dicembre 2016, nella misura di 39,3 milioni di euro per il 2018, di 61,5 milioni di euro per il 2019, di 37,1 milioni di euro per il 2020, di 47,1 milioni di euro per il 2021, di 58,6 milioni di euro per il 2022 e di 65,3 milioni di euro a decorrere dal 2023 per ciascun anno, sono attribuite al MIUR con destinazione vincolata al sostegno del diritto allo studio. L’assegnazione alle singole università dei fondi di cui al comma precedente è effettuata, entro trenta giorni dall’approvazione della presente legge, con decreto del Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca ai sensi dell’articolo 1, commi 248 e 249, della legge 28 dicembre 2015, n. 208.».

ADI – Associazione Dottorandi e dottori di ricerca Italiani

ARTeD – Associazione dei Ricercatori a Tempo Determinato

CRNSU – Coordinamento Ricercatori Non Strutturati Universitari

FLC-CGIL – Federazione Lavoratori della Conoscenza CGIL

Rete 29 Aprile – Associazione Docenti e Ricercatori Universitari

PAGINA UFFICIALE DELLA GIORNATA DI MOBILITAZIONE NAZIONALE – 24 NOVEMBRE 2017